recensione

“Leviathan”. Le persecuzioni di Giobbe sulle rive dell’Artico.

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leviathanLeviathan” è il quarto film del regista de “Il ritorno” (leone d’oro a Venezia 2003). Nel frattempo i suoi due altri film, “Banishment” (2007) e “Elena” (2011) – entrambi belli, anche se non capolavori come il film d’esordio – sono rimasti inediti in Italia. “Leviathan” ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes 2014.

Asciugato lo stile sino a un minimalismo estremo, la messa in scena di Zvyagintsev è più asettica che rigorosa. Un registro, quello scelto, che contribuisce a precludere all’opera l’universalità cui ambisce.

Su CineforumWeb la mia recensione di un film che ad alcuni (non molti) è parso un capolavoro, ma che, per me, si è rivelato una piccola delusione.

Voto 6

2 stelle e mezza su cinque

“Take me back to reality!”. Lo splendido “Mia madre” di Nanni Moretti.

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Capranichetta_BuyRacconto dell’elaborazione anticipata di un lutto e di un disorientamento esistenziale, “Mia madre” punta a disarmare la finzione, dismettere le maschere, perseguendo tenacemente l’autenticità: della vita come del cinema.

Il film più maturo e armonioso di Nanni Moretti; serio candidato alla Palma d’oro al prossimo festival di Cannes.

Qui la mia recensione, su Ondacinema:

MIA MADRE di Nanni Moretti.

Voto 9.

“Cloro”: il bell’esordio di Lamberto Sanfelice.

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cloro-locandinaIl bell’esordio di Lamberto Sanfelice, presentato di recente con successo al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino, è una promettente opera prima.

Accompagnandosi a quello fra sogno e destino, il dualismo acqua/montagna percorre tutto il film.

Un racconto di formazione in cui uno sguardo aderente alla realtà si coniuga felicemente ad alcuni suggestivi momenti espressionisti.

Qui la mia recensione:

CLORO, Lamberto Sanfelice, 2015

E qui la mia intervista con il regista:

Intervista con Lamberto Sanfelice, regista di “Cloro”

“Nessuno si salva da solo”: la più deludente trasposizione di Castellitto dalla Mazzantini.

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Nessuno_si_salva_da_solo_Jasmine_Trinca_Riccardo_Scamarcio_foto_dal_film_10_bigMentre il romanzo “Nessuno si salva da solo” era secco, acido e crudele, il film, la cui regia è sciatta e svogliata, è sbagliato soprattutto per scelte di sceneggiatura che lo fanno scadere nel consolatorio.

Qui la mia recensione su Ondacinema:

NESSUNO SI SALVA DA SOLO, Sergio Castellitto

Voto 4

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“Jauja”, dove il cinema contemplativo di Lisandro Alonso incontra Borges

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viggo_mortensen_03Aggiunto all’archivio dei capolavori l’ultimo film del regista argentino Lisandro Alonso, “Jauja”, un film che inizia come “Aguirre” di Herzog, prosegue come “Picnic ad Hanging Rock” di Weir, per finire in un modo che ricorda “Mulholland Drive” di Lynch. Ma sulla pellicola di Alonso, cineasta che da sempre corteggia fantasmi, aleggia soprattutto il fantasma del connazionale Jorge Luis Borges, gigante della letteratura del ‘900: il quale al mistero, e all’indecifrabilità dell’esistere, ha eretto impressionanti monumenti.

Buona lettura:

JAUJA, Lisandro Alonso, 2014

“Whiplash”. Un film d’esecuzione, dove prevale il virtuosismo. In tutti i sensi.

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Whiplash_primo_pianoDamien Chazelle, autore e regista di “Whiplash” (classe 1985), prima di dedicarsi al cinema ha studiato musica e si vede. Il film, ambientato nell’immaginario Shaffer Conservatory di New York, è in parte ispirato alle sue esperienze come batterista jazz nella Princeton High School Studio Band, e risente della formazione musicale del regista anche nella sua composizione: con i suoi continui cambi di ritmo, “Whiplash” procede e si sviluppa come il brano che gli dà il titolo. “Whiplash” (letteralmente, “frustata”) è una composizione di Hank Levy definita da Chezelle una dannazione per un batterista: “ancora oggi lo ricordo come un incubo, ma, nonostante questo, mette in mostra il talento di un batterista e la sua follia nella costante ricerca del ritmo“.
Il film ha una genesi curiosa: lo script era già pronto nel 2012, quando Chazelle presentò al Sundance un cortometraggio promozionale, che fu ben accolto, allo scopo di trovare produttori per realizzare il progetto che vide la luce due anni più tardi: di nuovo presentato al Sundance, ha ottenuto il gran premio della giuria e il premio del pubblico. La fortuna del film è poi continuata, con vari premi e candidature fra cui spiccano cinque nomination agli Oscar 2015, tra cui quella a miglior film.

La vicenda è incentrata su un percorso individuale di strenuo perfezionamento del talento, da parte del self made man di turno: Andrew, batterista d’immensa ambizione che …continua a leggere.

Voto 6,5

TURNER di Mike Leigh. Lo straordinario scabro ritratto di un uomo solitario, per cui il sole è dio. Prima del buio.

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turnerC’è una scena, in “Turner”, in cui il padre del pittore chiede a un interlocutore se riesce a scorgere l’elefante nel dipinto in cui il figlio ha ritratto la tempesta che coglie Annibale sulle Alpi. Ma la sagoma dell’elefante è troppo piccola, e il padre di Turner la addita compiaciuto. Mike Leigh chiede al suo spettatore la medesima attenzione al dettaglio rivelatore. Nel suo lavoro precedente, il bellissimo “Another Year“, il fulcro della storia verteva apparentemente sulla coppia di protagonisti, gli apparentemente amabili Tom e Gerri, così come in “Turner” il pittore è, naturalmente, al centro dell’attenzione. Ma Leigh ama celare in un personaggio secondario una specie di segreto, il solo a svelare pienamente il significato dei suoi film. In “Another Year” era Mary, l’amica di ceto inferiore, prima amata e poi respinta (salvo subdola pacificazione). In “Turner” analoga funzione è affidata… …continua a leggere

“American sniper”: la modesta umanità di una “leggenda”.

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AMERICAN SNIPERLa guerra è materia che implica oggi uno sguardo intimamente diverso in Europa e negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non hanno vissuto la svolta radicale che ha vissuto l’Europa dopo la seconda guerra mondiale, giunta dopo millenni di conflitti ininterrotti al ripudio della guerra e all’esaltazione della pace a valore supremo. Inoltre, per gli Stati Uniti, le guerre (sin da quella fondativa contro la madrepatria, passando attraverso quelle ignobili contro i nativi, per arrivare alle guerre mondiali e agli interventi esteri) sono sempre state accompagnate da una incontrovertibile “ragione morale”. Gli Stati Uniti sono la self-made country della libertà, la terra promessa che si difende da sola dai nemici esterni che ne minacciano i valori fondativi.

Credo sia fondamentale rilevare questa differenza di prospettiva, perché oggi, se è divenuto quasi impossibile immaginare un film seriamente militarista (e non fa eccezione neppure “American sniper”, che non è un film a favore della guerra), rimane però probabile imbattersi in prodotti culturali di degna fattura, come proprio “American Sniper”, radicati in una tradizione squisitamente statunitense, quella dei valori conservatori repubblicani, che noi europei non riusciamo a focalizzare adeguatamente, possedendo filtri ideologici e categorie politiche appartenenti a tradizioni culturali e vicende storiche profondamente diverse. Occorre, quindi, usare somma prudenza a giudicare le implicazioni politiche dell’ultimo film di Eastwood da questa sponda dell’Atlantico.

Ciò detto, la guerra in Iraq del 2003 …continua a leggere

MOMMY. Costretta nel formato 1:1, la vitalità di Dolan pulsa più indomita che mai.

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MOMMYMommy” è il quinto film dell’enfant prodige del cinema canadese Xavier Dolan (autore a tutto tondo, che i film se li scrive e spesso – non in questo caso – li interpreta).  “Mommy” – prima opera di Dolan a esser distribuita in Italia – si è aggiudicato il Gran Prix della giuria all’ultimo festival di Cannes, ex aequo con “Adieu au language”, l’ultima, sperimentale provocazione (in 3D) di un autore che giovane lo è rimasto dentro: l’ottantaquattrenne Jean Luc Godard. Ma se Godard, che non ha mai smesso di sperimentare, lo fa sorvegliando le sue creazioni con il piglio rigoroso dell’intellettuale, la peculiarità di Dolan sta nel suo irrefrenabile temperamento emotivo. Una foga priva di freni e di pudore, avida di vita. Il cinema di Dolan è al contempo ingenuo e geniale, specialmente nell’uso delle musiche, in un’accondiscendenza alla cultura visiva delle clip video che invece di apparire kitsch risulta squisitamente genuina.

Con “Mommy“, Dolan, classe 1989, raccontando del tormentato rapporto con la propria madre Diane da parte di un quindicenne affetto da deficit di attenzione, Steve, è tornato sulla materia del suo primo film – scritto a 16 anni e diretto a 20 – “J’ai tué ma mère” (2009). Fu il suo esordio alla regia, e lì vi recitava anche, nelle vesti del protagonista. Nocciolo del film, scopertamente autobiografico, era il rapporto edipico tra un sedicenne e sua madre. Se nel film d’esordio Dolan decise appunto d’interpretare il ruolo del figlio, adesso …continua a leggere…

LO SCIACALLO: ambizione sfrenata + manipolazione mediatica = un Gyllenhaal da urlo.

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nightcrawler_Primo_PianoApprezzato al festival di Toronto e alla IX edizione del festival del cinema di Roma, “Lo sciacallo – Nightcrawler” è il sorprendente esordio alla regia dello sceneggiatore Dan Gilroy (“The Bourne Legacy”), che segue le orme del fratello Tony Gilroy (pure lui anzitutto sceneggiatore, quindi dietro la macchina da presa dai tempi di “Michael Clayton”). “Lo sciacallo” stupisce perché esente dai principali limiti delle pellicole dirette da autori che nascono come sceneggiatori. Di solito in esse alla cura del plot e dei dialoghi non corrisponde eguale brillantezza nella messa in scena. “Lo sciacallo” si distingue invece per il vivido impianto scenico, in cui una fotografia dai colori saturi accompagna efficacemente il ritmo trafelato della narrazione.

L’intera pellicola si regge sulla memorabile performance di un Jake Gyllenhaal dimagrito dieci chili, mai così scatenato e invasato come nei panni di Lou, un disoccupato (che, all’inizio, ruba per vivere) mosso da indomita ambizione. E’ una versione acida dell’american dream. Lou si aggiorna, studia instancabilmente. La sua volontà di realizzazione non conosce freni. Non possiede scrupoli. Quando inizia a riprendere video di incidenti stradali… Continua a leggere…