Mese: febbraio 2017

Jackie di Larraín. L’ipocrisia e il mito.

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jackieDopo mesi di pausa il blog riemerge dal letargo, e a breve lo popolerò di nuovi contenuti relativi ai film usciti negli ultimi mesi. Intanto, è bello per me farlo “risorgere” nel giorno dell’uscita in sala di “Jackie”, dopo che l’ultimo post, risalente a giugno 2016, era su “Neruda”, il precedente clamoroso capolavoro di Larrain.

Leggerete quasi ovunque cose belle e bellissime su questo film; pochi, pochissimi detrattori insistono invece su un presunto ammorbidimento del regista a contatto con la logica produttiva statunitense, o addirittura hanno letto il film come un omaggio (quando invece a me appare tutt’altro) reso a una figura che fu tanto popolare quanto controversa. Questi detrattori finiscono per considerare il film un’opera minore, se non addirittura un passo falso nella carriera di Larrain, per loro ormai sin troppo osannato.
Il regista cileno, in realtà, fa un ritratto che restituisce benissimo la complessità di un tema che gli è molto caro: il rapporto fra l’immagin(azion)e di sé (che discende dal bisogno di qualcosa in cui credere e a cui aggrapparsi) e l’ineliminabile ipocrisia che vi è sottesa. Il discorso è anche politico: il potere esalta questo contrasto e lo rende foscamente affascinante, come in una tragedia classica. La tragedia di Jackie sta nel contrasto che la morte del marito scatena fra la propria immagine privata e la propria immagine pubblica. E nella consapevolezza di tale contrasto.

Ho visto “Jackie” a Venezia, a settembre. Avevo organizzato i miei tre giorni a Venezia attorno a due film: “Voyage of Time” di Malick e questo. E nutrivo, per entrambi, un po’ di timore. Nel caso di Malick i timori hanno trovato conferma; per quanto riguarda il film di Larrain, invece, in gran parte legati all’essere il suo primo film “americano”, sono stati del tutto fugati.

Andate a vederlo; è possibile che possa piacervi anche più di “Neruda”, che per me resta comunque la pellicola con cui Larrain ha toccato sinora il suo apice.

Qui la mia recensione.

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