wim wenders

Profondità di tempo. “Ritorno alla vita” (“Everything will be fine”) di Wim Wenders.

Postato il

wenders6

Profondità di campo, profondità di tempo. Wenders usa congiuntamente il 3D e le ellissi per creare straniamenti spaziali e temporali, suggerire disorientamento emotivo, restituire l’inafferrabilità del tempo e dunque della vita. Un modo nuovo per parlarci, come molte altre volte, di esistenze sospese e, soprattutto, della paura e del bisogno della paternità.
L’effetto è di trattenere le emozioni e farle pulsare sottotraccia: “Ritorno alla vita” è tutt’altro che un film raggelato. Come diceva Bresson, “produce emozione attraverso una resistenza all’emozione”. Ho provato ad approfondire questo punto di vista su Cineforum Web.

Qui la mia recensione.

Annunci

Recuperi #7. TOKYO-GA, Wim Wenders (1985).

Postato il

tokyo-gaAggiunto nel data base degli “altri capolavori”, il film “Tokyo-Ga” (1985) di Wim Wenders, corredato da una scheda critica con riferimenti a Herzog, Pasolini, oltre che, naturalmente, a Yasujiro Ozu:

“Come dev’essere un documentario per essere davvero grande cinema (questo è uno dei più belli della storia del cinema): non tradire l’approccio personale e, partendo dall’intento di indagare la realtà, esser disposto a perdersi in essa.
Wenders è grandissimo quando quello che trova non corrisponde a quello che cerca, e – per quanto vagamente deluso, come in questo caso – sa meravigliarsi di quello che trova: non lo sminuisce, se ne lascia conquistare.
In questo è diverso il suo approccio, rispetto a quello di …continua a leggere.