Lo scorrere del tempo secondo Linklater
In “Before Midnight” (2013), come nei due film precedenti della “trilogia Before”, lo scorrere del tempo è colto nella sua “ordinaria straordinarietà. Una gita in macchina, un pranzo conviviale, una passeggiata, una notte in hotel. E intanto, attraverso i soliti potenti dialoghi, i due affrontano l’orologio della vita, lo commentano, lo sfidano. Il litigio che li porta a un passo dalla rottura non è enfatizzato, è una parte del tutto, un elemento intrinseco a quella giornata. E la macchina da presa del regista texano fa quello che le riesce meglio: con discrezione, dal cofano dell’auto, o dall’angolo di una stanza, si limita a filmare, a imprimere su pellicola il fluire dei minuti”. Giancarlo Usai, recensione su Ondacinema.it
“Boyhood” (2014) termina con una gita – non programmata – il giorno prima dell’inizio del college, e culmina sull’elettrizzante sogno di una nuova storia d’amore, nell’istante in cui Mason e un’altra ragazza se ne rendono conto contemporaneamente. Fino a un attimo prima, la loro reciproca attrazione era più chiara allo spettatore che a loro. “Sai quando si dice ‘cogli l’attimo?’ Io penso invece che sia l’attimo a prendere noi”.

